michael 3

Testimonianza sull’amore
L’amore eterno di Dio Padre cambiò radicalmente la vita di Micael e lo liberò dalle sue dipendenze.

Ho vissuto un’adolescenza stupenda, segnata dallo sport. L’hockey su ghiaccio era la mia grande passione. Facevo parte di una squadra juniores e riuscii ad arrivare in serie B nel club della mia città, davo tutto me stesso a questo splendido sport.

Cominciai a godere la vita in tutti i modi possibili: grandi quantità di alcol, droghe leggere, feste e sesso, ciò mi portò in una via senza uscita. A 29 anni ero entrato in quella spirale e stavo per toccare il fondo: la mia carriera nello sport finì e due relazioni andarono a pezzi. Ero talmente a terra per le mie delusioni amorose che non ero più capace di amare, come se ogni scintilla di amore si fosse spenta nel mio cuore. Vivevo, eppure avevo la sensazione di essere morto! Quel vuoto produsse pensieri suicidi ed esplose una domenica del maggio del 2004. Sotto l’influsso di alcol e droga (con un tasso alcolico del 2,4 per mille) diedi sfogo alla mia frustrazione e aggressione e mi scaraventai contro un’auto parcheggiata lì vicino. In seguito fui denunciato e la polizia mi arrestò.

In quella situazione disperata cominciai a cercare il significato della mia vita. Mi ricordai del mio insegnante di religione e mi rivolsi a lui che mi disse: “Metti da parte un mese di tempo, inizia a leggere il Vangelo e chiedi a Dio di rivelarsi a te con un segno della sua esistenza.“ Le sue parole furono come una sfida per me e la sera stessa cominciai a leggere la Bibbia che mi aveva regalato, pregando: “Gesù, se veramente ci sei, toccami!“ Ogni giorno leggevo il Vangelo e una sera, mentre pregavo, sentii come se qualcuno avesse toccato il mio orecchio destro. Poi, dopo aver terminato la mia lettura volevo spegnere la candela sul mio comodino, ma siccome la fiamma non si spegneva, mi avvicinai per soffiare più forte, ma non ci riuscii. Era come se una mano invisibile proteggesse la fiamma della candela. Questi due episodi mi colpirono profondamente.

Quando incontrai il mio insegnate per la seconda volta, mi regalò un libretto: “Conoscere Dio personalmente“ e pregò con me. A casa lessi la pagina “Arresa a Gesù Cristo“. Compresi che fino ad allora avevo vissuto separato da Dio. Cominciai a desiderare con tutto il mio cuore di affidarmi a Gesù e accoglierlo come mio Salvatore personale. Poco dopo incontrai Renzo, un ex-drogato (dipendente per 22 anni dall’eroina) che mi raccontò di come Gesù l’avesse liberato da tutti i suoi legami.

Dio entrò nella mia esistenza e riempì il mio vuoto con una gioia indescrivibile. Mi liberò immediatamente dall’alcol. Renzo mi consigliò di pregare: “Signore, per favore, toglimi la smania della droga!“ Infatti, poco dopo smisi di fumare e farmi le canne.

Sì, Gesù ha fatto di me un uomo nuovo e ho raccontato quest’esperienza a molte persone, perché il Signore dice: “Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.” Vangelo di Matteo 10:32

Ho la certezza che dopo la mia morte sarò per sempre alla presenza del Padre eterno e di Gesù Cristo che per amore ha dato la sua vita per me, perdonandomi tutto.

La Bibbia ci dice che la nostra decisione di accettare Gesù come Salvatore ha delle conseguenze per l’eternità. Sei tu a decidere se vuoi vivere in comunione con Gesù (nel cielo) o separato da lui (nella perdizione, nell’inferno).

Mi sono arreso a Gesù facendo questa preghiera: “Padre in cielo, riconosco che volevo vivere a modo mio, escludendoti dalla mia esistenza e perciò, ero separato da te. Ti chiedo ora di perdonarmi e di accogliermi.

Grazie che hai perdonato tutti i miei peccati, perché Gesù Cristo morì al mio posto, egli è diventato il mio Salvatore. Ti chiedo di essere il Signore della mia vita, di guidarmi e di cambiarmi così come tu vuoi! Amen.“

Micael